Argomento 1 La necessità di cambiare mentalità

Il concetto di sostenibilità si riferisce in generale alla possibilità, per la biosfera e la civiltà umana, di coesistere armonicamente. In questa prospettiva, in che modo e misura una corretta gestione dei rifiuti può impattare positivamente sulla sostenibilità?

Rifiuti, inquinamento e protezione dell’ambiente sono temi interconnessi, e riguardano tutti e tre la necessità di ripensare tanto i nostri sistemi di produzione quanto i nostri stili di vita.

Il processo di prevenzione e di trattamento dei rifiuti costituisce un elemento essenziale ai fini del raggiugimento della sostenibilità ambientale. E, specularmente, la sostenibilità ambientale richiede un adeguato processo di gestione dei rifiuti.  Il cui impatto sulla sostenibilità economico-ambientale della nostra società è davvero elevato. Il punto focale è che dobbiamo modificare la nostra concezione “lineare” dello sviluppo (produzione sempre maggiore, con sempre maggiore produzione anche di rifiuti), e abbracciare il nuovo paradigma dell’economia circolare (basata sul riuso, sul riciclo, sul recupero), nell’ambito della quale il ciclo integrato della gestione dei rifiuti gioca un ruolo essenziale. In breve (“->” significa “implica”):

Sostenibilità -> Circolarità -> Gestione dei rifiuti -> Sostenibilità

Sapevate che la riduzione dei rifiuti e il riutilizzo dei materiali sono fattori chiave ai fini della riduzione dell’inquinamento? Guardate questo video per comprendere meglio come la prevenzione dei rifiuti aiuta a combattere l’inquinamento:

Agli inizi della rivoluzione industriale, fondata sulle solide basi delle scoperte scientifiche e tecnologiche del XVIII e del XIX secolo, si pensava che la crescita sarebbe stata costante e virtualmente senza fine. Tuttavia, già alla fine del 1700, alcuni economisti avevano evidenziato come un costante aumento demografico avrebbe impoverito le risorse e rappresentato un limite allo sviluppo. E alla popolazione stessa.

L’attuale tendenza alla crescita esponenziale della popolazione mondiale si scontra con le risorse limitate del pianeta e con l’aumento dell’inquinamento ambientale, combinati insieme. Nel Novecento il concetto di sviluppo industriale era lineare: dalle materie prime, ai prodotti, ai rifiuti. La gestione dei rifiuti consisteva al massimo nel ridurre il più possibile l’impatto dello smaltimento dei rifiuti stessi, in una logica di semplice  dismissione.

Nel XXI secolo, invece, abbiamo capito che è necessario gestire conservativamente le risorse che si esauriscono, per non privare le generazioni future di una parte del loro valore, se non del loro intero valore. Un buon punto di partenza, quindi, è un approccio di sostenibilità, per costruire percorsi ciclici in cui i rifiuti diventano una risorsa per altre produzioni. Da qui, come detto, un legame molto stretto tra economia circolare, gestione dei rifiuti e sostenibilità ambientale: tre termini uniti in un profondo rapporto reciproco di implicazione e sinergia, nel momento storico che stiamo attraversando.

Dobbiamo sempre tenere presente il fatto che periodi storici differenti richiedono visioni, e soluzioni, differenti. Facciamo un paio di esempi.

Nei decenni passati (ossia “ieri”), sono stati largamente impiegati pesticidi e diserbanti per esempio per eliminare le zanzare e combattere la malaria. Oggi però subiamo i pesanti effetti negativi dell’accumulazione dei pesticidi negli organismi viventi e nella catena alimentare.

Oggi abbiamo un altro problema: perseguiamo un modello economico di crescita incontrollata, siamo ancora poco sensibili agli indicatori di cambiamento climatico, non poniamo praticamente alcun limite allo sfruttamento di fonti energetiche fossili e non rinnovabili, del suolo e delle risorse idriche.

Domani, ossia in un futuro ormai prossimo, noi pagheremo un prezzo per tutto questo. Per cui già da oggi noi dovremmo essere guidati dalla ricerca dello sviluppo sostenibile, e dalla misurazione dell’”impronta ecologica” (ossia dell’impatto globale dell’uomo sull’ecosistema terrestre), nelle nostre scelte e nelle nostre decisioni sia a livello socio-politico collettivo che nei nostril comportamenti quotidiani.

Prima abbiamo visto l’approccio delle “6 R”. Lo ricordate? Una versione abbreviata è l’approccio delle “3 R”.

Guardate il video qui sotto (potete anche condividerlo in famiglia, con I vostri figli), poi scrivete le differenze fra l’approccio delle “3 R” e quello delle “6 R”. 

Le 3 R che mancano nell’approccio delle 3 R, e che invece ci sono in quello delle 6 R, richiedono un maggiore sforzo per essere applicate nella nostra vita di tutti i giorni. Perché?

Fate degli esempi concreti di cose che potreste fare nella vostra vita di ogni giorno, per applicare le 3 R più complesse che trasformano l’approccio delle 3 R in quello delle 6 R.